La libreria dei Bladerz: Extreme Ownership, how U.S Navy Seals lead and win


Extreme ownership è un libro scritto a quattro mani da Jocko Willink e Leif Babin, entrambi ex membri del leggendario Team 3 dei U.S. Navy Seal, Task Unit “Bruiser”, che ha combattuto nell’impegnativa battaglia della città di Ramadi, in Iraq.

Strategie di guerra per eccellere nella vita

Jocko e Leif traducono per il lettore le dinamiche di guerra rendendole applicabili a situazioni che si possono manifestare durante la vita quotidiana.

I capitoli iniziano con la narrazione in prima persona di un particolare evento, collegato alla caratteristica presa in esame, realmente accaduto durante i lunghi mesi passati a Ramadi.

Terminato il racconto, il capitolo procede con l’applicazione pratica alla vita di tutti i giorni delle strategie necessarie a dominare tale qualità.

Dodici capitoli, dodici lezioni preziosissime su come la disciplina, la responsabilità, la meticolosità possano salvare sia la vita in guerra che il proprio business da civile.

Le lezioni che possiamo imparare leggendo questo libro sono molteplici. Tutti nella vita, prima o poi, si troveranno a dover prendere delle decisioni. Il risultato della decisione presa impatterà sicuramente sulla propria vita e su quella di chi ci sta vicino.

 Conoscere le strategie migliori per interpretare, analizzare e risolvere le situazioni potenzialmente pericolose che si palesano durante la nostra esistenza, fa la differenza tra il successo ed il fallimento. In qualsiasi abito della vita.

Jocko e Leif, attraverso le loro storie di guerra, ci insegnano un metodo di analisi e risoluzione applicabile alle decisioni che, ogni giorno, siamo chiamati a prendere.

Conoscere è sempre meglio di ignorare, chi ha un metodo, un protocollo di azione, avrà sempre più successo di chi avanza alla cieca.

Imprevedibilità

Eppure, con l’andare avanti nel libro, emerge una qualità importante del leader, che, ad una prima analisi, cozza contro l’idea di avere un protocollo ben delineato: l’improvvisazione.

Mentre, da un lato, è importate avere una struttura portante, dall’altro è ancora più importante potersi muovere all’interno di questa struttura in maniera dinamica, adattandola alla situazione che si evolve.

La guerra, come la vita, è imprevedibile, i nemici, come i problemi, non citofonano al campanello.

Arrivano all’improvviso per infliggere danni.

Avere un metodo ci garantisce una contrattacco immediato. Le procedure sono ben conosciute e sono state provate e riprovate più volte, questo permette una prima risposta efficacie.

Con l’evolvere della situazione le cose possono cambiare, ed è necessario che la nostra risposta si adatti al nuovo ordine di cose. Seguire il protocollo di base durante i momenti più caotici ci permette di mantenere il distacco e fare la scelta giusta al momento giusto.

Dicotomia della leadership

La parte più interessante dell’opera è proprio questa, ciò che viene chiamata la “dicotomia della leadership”.

Every Leader must walk a fine line. That’s what makes leadership so challenging. Just as discipline and freedom are opposing forces that must be balanced, leadership requires finding the equilibrium in the dichotomy of many seemingly contradictory qualities, between one extreme and another

Ogni leader deve camminare su di una linea sottile. È questo ciò che rende la leadership così impegnativa. Disciplina e libertà sono forze opposte che devono essere bilanciate. La leadership richiede la ricerca dell’equilibrio nella dicotomia di molteplici qualità contraddittorie, tra un estremo e l’altro

Disciplina significa libertà – Discipline equals freedom

Blader Alessio “Iceman” Alfei