Come allenare i carry. Prima Parte

I carry sono ostacoli tecnicamente semplici, ma nella maggior parte delle volte fanno la differenza.

Se vi trovate a dover affrontare un carry molto lungo (alcuni possono arrivare anche a più di un chilometro), la capacità di affrontarlo correndo, camminando o costretti a numerose soste fa un’enorme differenza sul tempo finale.

Per quanto concerne le gare del circuito Spartan, ci sono solitamente 5 tipi di carry: Bucket (secchio), Log (tronco), Chain (catena), Sandbag (sacco di sabbia), Pancake (una sandbag a forma di “pancake”, da cui il nome). A questi se ne aggiungono moltissimi altri, dalle taniche d’acqua alle cassette di munizioni (Spartan Maiorca), ai blocchetti di cemento, alle sezioni di tronchi d’albero e così via, oltre agli ostacoli di “trascinamento” (ad esempio il Tractor Pull della Spartan).

Il carry, inoltre, è una costante anche negli eventi endurance. Oltre ai carichi che dovrete portare per tutta la durata dell’evento, avrete infatti sempre uno zaino, più o meno pesante, che vi farà lavorare costantemente in sovraccarico.

Ci sono vari aspetti da analizzare riguardo i carry.

  1. Il BW (Body Weight), ossia il vostro peso corporeo.

La vostra massa è composta da massa grassa e massa magra, i muscoli; questo significa che, senza entrare troppo nel tecnico, più voi pesate, più siete “forti” e potenzialmente in grado di sollevare pesi maggiori. Ad esempio, in via del tutto teorica, un uomo di 100 kg trasporterà uno zaino da 50 kg con maggiore facilità rispetto ad un uomo di 60 kg – in via del tutto teorica perché se la persona da 60kg è fortemente allenata e quella da 100kg è fuori forma, probabilmente la persona più magra riuscirà ad essere parimenti o maggiormente performante.

  1. I muscoli che vengono richiamati durante il carry.

La base dell’attivazione muscolare per un trasporto è sempre la stessa: core, gambe e schiena. Ma a seconda dei tipi di carry, potreste trovarvi in difficoltà in base alle vostre capacità muscolari.

Per fare un esempio il Bucket nelle Spartan va obbligatoriamente trasportarto con le braccia, quindi

oltre ad un core e una lombare molto forte, vi dovrete avvalere anche delle spalle e delle braccia.

  1. Il condizionamento fisico.

Carry come la sandbag, le catene e soprattutto lo zaino richiamano anche la necessità di un condizionamento delle spalle, in quanto il nostro corpo non è abituato a muoversi in sovraccarico con pesi e forze che spingono costantemente sui deltoidi e sulle spalle. Dal punto di vista psicologico, avere un dolore in continuo aumento sui deltoidi o ai trapezi, dovuto al mancato condizionamento di quella parte, può diventare un

problema a volte ben più logorante della carenza muscolare del trasporto stesso, ripercuotendosi psicologicamente anche nel resto della gara. I più deboli rischiano addirittura il ritiro, perché credono di non poter sopportare oltre.

  1. Il condizionamento mentale

Gli eventi endurance hanno come comune denominatore i carry, perché sono un semplice ed efficace sistema per mettere alla prova la resistenza fisica ma soprattutto mentale dei partecipanti. Allenarsi sui carry serve anche e soprattutto ad abituarsi a lunghi periodi di sofferenza e sforzo fisico, che tendono a mettere a dura prova le vostre capacità di sopportazione. Il condizionamento mentale, può inoltre fare la differenza nell’approcciare il segmento di gara successivo al carry.

Es: se siete allenati, finito il carry partirete molto più carichi per il resto della gara. Se invece il vostro carry sarà stato per voi devastante, affronterete la sezione successiva scarichi e fortemente demotivati, ed avrete  bisogno di molto più tempo per recuperare energie mentali e fisiche.

In sintesi i carry sono una componente molto importante delle gare OCR (nel circuito Spartan quest’anno ne abbiamo visto un incremento significativo), e sicuramente sono una parte fondamentale negli eventi endurance.

Fine prima parte.

The Bladerz Chief: Simone “Gipsy” Zorzetto e Blader Alessio “Iceman” Alfei